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Infezione della Tigna: la natura del verde a soccorso della cute

by in infezioni 10 Maggio 2020
Le tigne sono provocate da dei funghi chiamati Tricophyton, Microsporum ed Epidermophyton

Tra le infezioni più comuni e conosciute dell’epidermide vi è la Tigna.
Essa è un’ infezione dell’epidermide molto frequente nel Sud Europa. Al contrario, negli Stati Uniti è un’infezione che compare solo nel 47% della popolazione ed è tipica dei climi caldo-umidi, che colpisce indifferentemente i due sessi. In Italia, sopratutto, è il gatto randagio considerato come la fonte principale di contagio sull’uomo della malattia.

Le tigne sono provocate da dei funghi chiamati Tricophyton, Microsporum ed Epidermophyton. Si manifesta maggiormente in età adolescenziale.

La tigna: cosa avviene nella nostra epidermide?

La tigna prolifera nelle zone del corpo particolarmente ricche di cheratina. Ne sono un esempio il cuoio capelluto, le zone del viso che presentano barba e l’inguine. Qualora la tigna si presenti in corrispondenza del cuoio capelluto o della barba potrebbero evidenziarsi alcune zone nelle quali la peluria tende a diradarsi. La lesione tipica è una chiazza piana, caratterizzata da un importante arrossamento. A questo disturbo cutaneo si associa un forte prurito.

Per porre rimedio alla sua manifestazione è bene consultare il medico che potrà fare una diagnosi appropriata. Potrai comunque porre rimedio all’infezione con dei validi antimicotici naturali.

Gli antimicotici naturali contro le infezioni alla pelle

L’aloe vera si dimostra anche in questo caso una preziosa alleata della pelle e del nostro organismo. Come nel caso di acne, herpes ed eritema, nonché in occasione della puntura di una zanzara, il suo gel agisce calmando l’infiammazione e idratando la cute. Utile contro la tigna grazie alla sua azione antimicotica e lenitiva, in grado di calmare il prurito.

La calendula inoltre, è un valido rimedio naturale molto efficace nel donare alla pelle la morbidezza. E’ infatti ricca di proprietà riepitelizzanti. Grazie al suo contenuto di carotenoidi, la calendula contribuisce ad incrementare la produzione di fibrina. Facilitando così la rigenerazione dei tessuti e quindi la chiusura delle ferite, evitando peggioramenti di infezioni.

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